Vivere all’estero: intervista a Flavia Rossi

Continua il mio viaggio alla scoperta delle tante donne italiane che vivono all’estero: oggi è la volta di Flavia Rossi, milanese di origine, espatriata all’estero e attualmente vive con la sua famiglia in Spagna. Flavia ha fondato il blog Centrifugato di Mamma.

Intervista a Flavia Rossi, fondatrice del blog centrifugato di mamma.

G: Parlami di te: chi sei e da dove vieni?

F: Ciao sono Flavia Rossi, mi piace definirmi milanese di origine ma giramondo di vocazione. Sin da piccola, essendo metà veneta e metà romagnola nata a Milano mi son sempre sentita divisa tra 3 culture.

Ero quella milanese quando ero con le amiche di Cesena, quella con l’accento strano e che non sapeva il dialetto quando ero a scuola a Milano.

Ma questa cosa delle diversità mi ha sempre affascinato. Ho da subito adorato “studiare” le differenze nel parlare, nel mangiare, negli usi e costumi.

Questa curiosità è rimasta intatta negli anni tant’è che ho studiato al liceo linguistico proprio per imparare lingue nuove che mi permettessero di girare e conoscere il mondo.

Nel 2002 vivo in Egitto per qualche mese, poi alcuni obblighi burocratici mi costringono a tornare. Inizio a lavorare in Italia, apro e gestisco dei nidi, una piccola agenzia di animazione ed eventi. Conosco e sposo mio marito.. insomma mi sistemo.

Ma non fa per me! Sotto sotto continuo a scalpitare e dopo anni, nel 2012, riparto, questa volta con mio marito. Ed eccoci qui!

G: Dove vivi attualmente?

F: Nella provincia di Malaga, in Andalusia, estremo sud della Spagna. Proprio di fronte al Marocco (che nelle giornate limpide si può intravedere dall’altra parte del mare).

Intervista a Flavia Rossi, fondatrice del blog centrifugato di mamma.

G: Quali sono i motivi principali del trasferimento?

F: Nel 2012 con mio marito abbiamo deciso di provare a trasferirci (su mia dolce e continua insistenza) in Repubblica Dominicana per rallentare i ritmi che avevamo in Italia e che erano arrivati ad un livello tale da farci stare male anche fisicamente.

Io ad esempio, avendo un’attività in proprio, mi svegliavo nel pieno della notte con attacchi di ansia e tachicardia, ero sempre bloccata con la schiena per la tensione, etc. In più gli orari super frenetici di entrambi ci portavano a stramazzare sul divano la sera e nel weekend riducendo a zero i contatti tra di noi e la vita sociale.

Ci siamo chiesti se fosse la vita che volevamo fare e la risposta è stata no.

E così, dopo mesi di preparazione, siamo partiti dandoci 6 mesi di tempo per valutare come stesse andando. E invece ci siamo fermati 6 anni!

La vita lenta della Repubblica Dominicana e la vita molto meno stressante ci han permesso di ritrovarci come persone e come coppia  e ci ha regalato le nostre 2 bimbe.

Avevamo trovato il nostro posto nel mondo? Forse.. ma dopo l’arrivo della seconda bimba, guardando al futuro non riuscivamo più a vederci a Sosua.

Abbiamo rivisto le nostre esigenze e valutato diverse opzioni, e abbiamo deciso di tornare in europa per esser più vicini alle nostre famiglie di origine e per dare più opportunità alle bimbe.

E così eccoci arrivati nel novembre 2018 a Malaga!

G: Qual è stata la tua prima sensazione appena arrivata in Spagna?

F: Di esser tornata alla civiltà! Ahaha.

Dico civiltà, non fraintendermi, per indicare la possibilità di avere cose che possono sembrare scontate come l’acqua corrente dal rubinetto, la corrente elettrica 24 ore al giorno eccetera … cose che invece in paesi come la Repubblica Dominicana non lo sono.

In più è innegabile che ci sia molta più varietà di offerte per tutti. Dalle scuole, ai corsi extra scolastici, dagli spettacoli e le offerte culturali. Dai supermercati dove far la spesa ai bar e ristoranti.

Insomma qui troviamo decisamente di tutto. Cosa a cui non eravamo per nulla abituati vivendo in Repubblica Dominicana.

Intervista a Flavia Rossi, fondatrice del blog centrifugato di mamma.

G: Come si svolge la tua giornata a Malaga?

F: Ci svegliamo di solito verso le 7,30/8 e facciamo colazione insieme, poi ci prepariamo per uscire. Il papà accompagna le bimbe a scuola e io mi preparo per lavorare.

Buona parte della giornata la passo al computer (realizzo siti internet e blog e seguo le pagine social di alcune piccole imprenditrici). Ho la fortuna di potermi organizzare gli impegni e possiamo approfittarne per giocare al parco o in spiaggia (che sfruttiamo praticamente tutto l’anno, anche se in inverno non si può certo fare il bagno!). 

Riesco a trascorrere la giornata con le bimbe, goderci il mare e la piscina e fare tante attività insieme. Nei giorni liberi miei e di papà ne approfittiamo per scoprire un po’ l’Andalusia cercando tutti i posti più caratteristici adatti alle famiglie e ai bambini.

Su instagram ho creato un apposito hashtag per raccogliere tutti questi posti. Se siete curiosi potete guardare #adanlusiacoibambini e perché no, pensare ad organizzare un viaggetto da queste parti! Sarò contentissima di rispondere a tutte le vostre domande! 😉

G: Sei riuscita a costruire una rete di amicizie?

F: Due anni e mezzo sembrano tanti ma invece è pochissimo per riuscire a creare una rete di amicizie. Certo, ci sono persone che frequentiamo più spesso ma per dire se sono amici nel vero senso della parola è un po’ presto. Anche perché gli amici credo si vedano un po’ più sul lungo tempo.

G: Ci sono degli usi e costumi locali che ti hanno colpito perché diversi da quelli italiani?

F: La siesta!

Pensavo fosse un’abitudine prettamente sudamericana ed invece quando siamo arrivati qui mi ha colpito vedere che il 90% delle attività apre con molta calma la mattina (non prima delle 10, 11 il sabato) e chiude dalle 14 alle 17 per la siesta.

Le prime settimane capitava spessissimo che uscissimo per fare commissioni e trovassimo chiuso. Poi ci siamo abituati e ora calcoliamo meglio i tempi. Anche se noi facciamo fatica ad  allinearci con gli orari spagnoli ad esempio di pranzo e cena.

Qui non si cena prima delle 22 mentre noi normalmente alle 21 max mettiamo a letto le bimbe. Quando usciamo a cena spesso siamo gli unici al ristorante e tutti gli altri clienti arrivano quando noi stiamo andando via.

G: Credi saresti una mamma diversa se fossi in Italia?

F: Son sicura di si. Vivere all’estero mi ha cambiato tantissimo. Non son più la stessa persona che ero prima di partire. Quello che ho appreso mi ha trasformato rendendomi la persona, ma anche la mamma, che sono adesso.

G: Vorrei conoscerti meglio. Mi dici 3 qualità che ti contraddistinguono e 3 difetti?

F: Faccio sempre fatica a definirmi con pregi e difetti. Comunque come pregi direi l’intraprendenza, il senso di responsabilità e la positività.

Come difetti direi la testardaggine, l’essere visionaria (diciamo che 10 ne faccio e 1000 ne penso ma a volte vorrei riuscire a concentrarmi su una cosa sola alla volta) e il senso di responsabilità (si a volte troppo!)

G: Da 1 a 10, quanto ti sostiene tuo marito nei progetti?

F: 10 assolutamente! Gianluca mi ha sempre supportato (e sopportato) in tutte le idee che ho avuto, alcune andate bene, altre meno. E anche nei momenti più duri so che mi sostiene e confida in me.

G: Ultimo libro che hai letto…

F: Devo ammettere che da quando son nate le bimbe le mie letture son quasi sempre libri per bambini e poco altro.

L’ultimo libro che son riuscita a leggere è stata la versione finale del libro che  ho contribuito a scrivere: Mamme italiane nel mondo.

Come dice il titolo son racconti di vita vera e vissuta di 19 mamme italiane sparse, come me e te, in ogni angolo del mondo.

G: Qual è il tuo sogno nel cassetto?

F: In questo momento poter tornare a viaggiare! Speriamo si avveri presto.

Grazie Flavia Rossi per la disponibilità e per l’utilizzo delle immagini. Puoi seguirla su Instagram come @centrifugato_di_mamma.

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