Vita all’estero: intervista ad Alessandra Una romana in America

Conosco Alessandra aka Una romana in America dal 2013: tutte e due eravamo in attesa del nostro primo figlio. Come ci siamo conosciute, vi chiederete? Sui social, vi rispondo io, a conferma del fatto che usati bene portano dei buoni frutti.

Nonostante i mille miglia che ci separano e le 6 ore di fuso orario ci sentiamo regolarmente e posso contare su di lei per qualsiasi cosa: una parola di conforto o un consiglio. Apprezzo tantissimo la sua sincerità e vi auguro di trovare prima o poi una bella amicizia come la nostra! Nel frattempo buona lettura.

Oggi per la serie vita all'estero, vi propongo l'intervista ad Alessandra Una romana in America.

Vita all’estero: intervista ad Alessandra Una romana in America

Parlami di te: chi sei e da dove vieni?

A: Ciao Giorgia, sono Alessandra, italiana di nascita, anzi romana, ci tengo sempre a specificarlo (infatti sui social mi trovi come @unaromanainamerica), e americana per amore. Se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei vissuto negli Stati Uniti e che sarei diventata cittadina americana, mi sarei fatta una risata. La vita è davvero imprevedibile. In Italia lavoravo nell’industria cinematografica. Negli Stati Uniti invece ho fatto prima l’operaia, poi sono passata al lavoro di ufficio per la stessa multinazionale. Da quando è nata la mia secondogenita non lavoro perché ho scelto, momentaneamente, di fare la mamma a tempo pieno. Ho un blog da qualche anno che ho un po’ abbandonato, ma che sto riprendendo “in mano” proprio in questi giorni.

Dove vivi attualmente?

A: Vivo da dodici anni in New Jersey. Negli anni abbiamo fatto due traslochi, veramente impegnativi. Per la maggior parte della mia vita americana sono stata nella parte centrale dello stato, tra New York City e Filadelfia, ora sono un po’ più a Sud, più vicina alla seconda. Passiamo spesso i nostri weekend alla casa al mare a Wildwood, nel Sud del New Jersey.

Oggi sul blog per la serie vita all'estero, vi propongo l'intervista ad Alessandra Una romana in America.

Quali sono stati i motivi principali del tuo trasferimento?

A: L’amore. Mio marito è italo-americano, è nato qui in New Jersey. Nessuno della mia famiglia di origine vive negli Stati Uniti.

Qual è stata la tua prima sensazione appena arrivata in New Jersey?

A: Tutto mi sembrava grande, le strade, le auto, i camion, le case. Mentre attraversavamo la Turnpike, la strada che dall’aeroporto ci portava alla casa di mio marito, che all’epoca era solo fidanzato, sembrava tutto sconfinato.

Come si svolge la tua giornata?

A: Nel periodo scolastico la mia giornata si basa in parte sulla scuola di mio figlio, specialmente questi due ultimi anni, dove ci siamo alternati con la scuola da remoto e in presenza, sono stati molto impegnativi. In estate riesco a rispettare una mia routine mattutina che mi rende più produttiva. Tuttavia ogni giorno cerco sempre però di ritagliare uno spazio per me, per leggere, guardare un film o scrivere. 

Sei riuscita a costruire una rete di amicizie?

A: Grazie alla tecnologia sono riuscita a mantenere alcune amicizie di vecchia data, ma ho conosciuto pure altre persone che per me sono diventate una presenza quotidiana, delle vere amiche, anche se alcune di loro non sono ancora riuscita ad incontrarle. Tuttavia, i primi tempi negli Stati Uniti, quando Facebook regnava sovrano tra i social networks, era più difficile fare conoscenze online, ovviamente non impossibile, perché è proprio in questo modo che ho conosciuto mio marito. Sono stata fortunata però, perché le compagne e le mogli dei colleghi e degli amici di mio marito sono persone interessanti e deliziose. Nonostante ciò le amicizie in America sono diverse da come le viviamo noi in Italia. Le persone qui sono molto gentili, ma anche formali.

Ci sono degli usi e costumi locali che ti hanno colpito perché diversi da quelli italiani?

A: Ce ne sono diversi. Mi piacciono molto festività come Halloween e Thanksgiving, la festa del Ringraziamento. L’ autunno è molto bello qui, per i colori, i sapori e molto altro. Alcuni aspetti mi hanno incuriosito: le ragazze non si asciugano i capelli con il phon, anche dal parrucchiere se vuoi la piega devi richiederla e pagarla a parte. Vedevo sempre pochissime persone passeggiare per il piacere di farlo. Qui usano tutti l’automobile perché le distanze sono immense. Tutti cercano il parcheggio più vicino all’ingresso dell’edificio dove devono andare, però poi vanno in palestra, fanno jogging ossessivamente. Non ci sono piazze e luoghi d’incontro pubblici. I giovani si vedono al centro commerciale o alla sala giochi.

Il colore preferito di Alessandra Una romana in America è il rosa!
Il colore preferito di Alessandra Una romana in America è il rosa!

Credi saresti una mamma diversa se fossi in Italia?

A: Non credo sarei diversa, forse un po’ più rilassata perché avrei più aiuto.

Vorrei conoscerti meglio. Mi dici 3 qualità che ti contraddistinguono?

A: 1)Generosa, se posso aiuto gli altri, ma se mi accorgo che qualcuno si approfitta di me divento molto dura. 2)Trovo il positivo in ogni situazione e in (quasi) tutte le persone. 3)So tenere un segreto.

Ora 3 difetti.

A: 1) Ho una memoria terribile. 2) Sono incostante: parto alla grande, mi perdo per strada. 3) Sono pigra: a volte rimando troppo prima di fare qualcosa. Poi se comincio, sono inarrestabile. Fino a quando… (guarda il punto 2).

Da 1 a 10, quanto ti sostiene tuo marito nei progetti?

A: Fino a qualche anno fa di più, ma secondo lui, che è una persona pragmatica, perdo tempo. 

Ultimo libro che hai letto.

A: “Be you” di Peter H. Reynolds, un libro per bambini con delle bellissime illustrazioni, che ho letto ai miei figli. È un libro che parla di crescita personale e dell’importanza e la bellezza di essere se stessi, una cosa che anche noi adulti non dovremmo mai dimenticare.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

A: Ne ho diversi. Sentirmi realizzata come donna e non solo come madre, creare qualcosa di mio e avere una disponibilità economica che mi faccia vivere serenamente. Ma quello più grande che ho è riuscire ad accorciare le distanze e godermi entrambi i due mondi che mi sono creata con tanta fatica e tanta determinazione. Da diversi anni sono una romana in America, riuscirò ad essere anche un’Americana a Roma? Ci sto lavorando, quello è poco ma sicuro, perché non sono una a cui piace lasciare i sogni nel cassetto.

Spero vi sia piaciuta l’intervista ad Alessandra Una romana in America e grazie per la disponibilità e per l’utilizzo delle immagini. Potete seguirla su Instagram come @unaromanainamerica e col blog Una romana in America.


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